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La semplificazione delle autorizzazioni elettriche in Puglia: un passo avanti per la transizione energetica

Commento di Vladimiro Alfano Responsabile Ufficio Tecnico e IT

La recente modifica della Legge regionale n. 25 del 2008 da parte della Regione Puglia rappresenta un intervento significativo nell’ambito della semplificazione burocratica per la realizzazione e l’ammodernamento delle infrastrutture elettriche. Questa scelta normativa dimostra una chiara consapevolezza dell’importanza di adeguare le reti elettriche alle esigenze della transizione energetica in corso.

L’Italia sta vivendo un’accelerazione nell’installazione di impianti di generazione da fonte rinnovabile, spinta dalle politiche di decarbonizzazione e dalla crescente sensibilità di cittadini e imprese verso un consumo energetico più sostenibile. Tuttavia, questa rapida crescita si scontra con i limiti di una rete elettrica non progettata per gestire una produzione decentralizzata e sempre più distribuita. A questo si aggiungono iter autorizzativi complessi e costosi, che spesso rallentano la realizzazione di nuove infrastrutture o il loro potenziamento.

La Puglia, già pioniera nella semplificazione normativa per le rinnovabili, ha confermato la sua volontà di favorire la modernizzazione della rete elettrica con provvedimenti che riducono la burocrazia. Tra le principali innovazioni introdotte spiccano:

  • Semplificazione delle procedure: la possibilità di realizzare linee elettriche di media tensione fino a 5 km (o 2 km se con conduttore nudo) con una semplice Denuncia di Inizio Lavori (DIL) presentata al Comune, eliminando la necessità di autorizzazioni complesse.
  • Autocertificazioni per potenziamenti: gli interventi di rinnovo, ricostruzione e potenziamento delle linee esistenti potranno essere effettuati tramite autocertificazione, riducendo i tempi burocratici e agevolando la manutenzione e l’espansione della rete.
  • Semplificazioni per la bassa tensione: nessuna autorizzazione sarà necessaria per espandere reti di bassa tensione fino a 1000V, facilitando la connessione di piccoli impianti rinnovabili (<100kW) e delle stazioni di ricarica per veicoli elettrici.
  • Tempi certi per i nulla osta: l’iter prevede scadenze precise per ottenere i nulla osta necessari in caso di vincoli paesaggistici, idrogeologici o archeologici, evitando lungaggini amministrative.

Queste misure hanno il potenziale di favorire una più rapida evoluzione della rete elettrica, aspetto cruciale per supportare la crescita della domanda elettrica nei prossimi anni. Con l’aumento dell’elettrificazione dei trasporti e dell’uso di pompe di calore per il riscaldamento, sarà fondamentale avere un’infrastruttura capace di sostenere questi cambiamenti.

Tuttavia, affinché queste semplificazioni portino i benefici sperati, sarà necessario un attento monitoraggio della loro applicazione pratica. Bisognerà verificare che l’eliminazione di alcune autorizzazioni non porti a problematiche legate alla qualità e alla sicurezza delle installazioni. Inoltre, sarà interessante osservare se altre regioni seguiranno l’esempio pugliese, contribuendo a un’omogeneizzazione delle normative a livello nazionale.

In definitiva, la decisione della Regione Puglia rappresenta un segnale positivo verso una transizione energetica più efficace e meno ostacolata da vincoli burocratici. L’auspicio è che questo approccio possa essere adottato anche in altre realtà italiane, affinché la modernizzazione della rete elettrica diventi una priorità condivisa su tutto il territorio nazionale.